La Riozzese riparte dalla Serie D
Calcio femminile - Dopo la retrocessione e la rinuncia all’iscrizione alla A2

RIOZZO Archiviate con amarezza la retrocessione e la successiva la rinuncia al campionato di Serie A2, la Riozzese non cancella in maniera definitiva il suo settore femminile, mantenendo in vita l’attuale formazione Primavera che verrà iscritta al campionato regionale di Serie D. Un ritorno alle origini dunque, se non proprio nelle intenzioni almeno nella sostanza, con la squadra rosanero che ripartirà da dove aveva iniziato nel settembre del 2001, quando alla sua prima esperienza nel femminile ottenne subito la promozione in C. Ovviamente non sarà questo l’obiettivo della squadra guidata ancora da Gigio Dennunzio, che punterà invece alla valorizzazione delle giovani calciatrici che poi potranno continuare il proprio cammino in altre realtà.
Dopo il “no” incassato dalla Divisione calcio femminile alla richiesta di iscrizione al campionato Primavera, l’unico modo per tenere in vita la squadra era quello di iscriversi alla Serie D, che rappresenta il primo gradino tra i campionati di calcio femminile. Il presidente Mileto Faraguna spiega le motivazioni che lo hanno spinto a non mollare definitivamente il settore femminile: «È innanzitutto un premio all’ottimo lavoro svolto da Dennunzio - sostiene il numero uno del club rosanero -, perché ci sembrava giusto non disperdere quanto fatto in questi anni. Poi c’è una considerazione di carattere normativo: iscrivendoci al torneo Primavera avremmo avuto problemi con le eventuali fuoriquota, che invece così non abbiamo». Tuttavia la conferma degli obiettivi della società in ambito femminile sono chiari e Faraguna non li nasconde: «Non vogliamo in nessun modo ripetere l’esperienza passata - ammette - che se da un lato ci ha portato grandi soddisfazioni arrivando fino in Serie A dall’altro ci ha pesantemente danneggiato da un punto di vista economico. Quindi con la Serie D vogliamo solo far crescere le nostre ragazze che poi andranno a intraprendere la loro carriera in società ambiziose e attrezzate per un calcio femminile di alto livello».
Andrea Grassani
