27
Lug

Inghilterra regina d’Europa

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Si conclude com’era iniziato queto europeo under19, con le inglesi che battono ancora una volta la Svezia.
Nella finale di Borisov, le “ragazze di sua maestà” hanno meritatamente conquistato per la prima volta il titolo europeo, sbarazzandosi delle svedesi già nel primo tempo e gestendo una seconda parte di gara con la consapevolezza di essere ad un passo dal successo.

L’Inghilterra dunque segue l’Italia sull’albo delle vincitrici del titolo continentale, andando così a chiudere questo ciclo europeo (dal primo turno di qualificazione) senza aver mai perso e concedendo solo un pareggio alla Slovacchia (nel primo turno) e alla Norvegia (nel gruppo B della fase finale).
La Svezia dopo la travolgente vittoria in semifinale contro la Francia, caratterizzata da un’entusiasmante partita, ha dovuto cedere alla maggior concretezza e probabilmente freschezza delle avversarie che sono riuscite a far loro il match concedendo ben poco alla squadra scandinava.
Le svedesi, in questa “stagione europea” hanno solo ceduto alle inglesi in entrambi i casi senza mai riuscir a infilare la palla in rete; la prima sconfitta con le britanniche è arrivata nel Gruppo A della fase finale, dove l’Inghilterra vinse 3 a 0, per poi ripetersi proprio nella finalissima. Insomma, le inglesi si rivelano una vera e propria “bestia nera” per la Svezia, costretta a capitolare e a salire sul secondo gradino del podio.

La posta in palio è decisamente alta: il titolo europeo e le squadre sembrano decisamente motivate anche se con quel pizzico di emozione che caratterizza ogni finale.
La partita comincia ad un buon ritmo col nervosismo presente in entrambe le compagini.
E’ l’Inghilterra a far paura per prima; da un calcio d’angolo di Hinnigan, il portiere svedese esce a vuoto e favorisce la conclusione di Flaherty che viene salvata sulla linea di porta dall’attenta Alfsson.
Al 33′ sono ancora le inglesi a rendersi pericolose riuscendo questa volta a colpire nel segno la avversarie. Hinnigan fa partire l’azione che termina sui piedi di Duggan che da ottima posizione non fallisce, regalando il momentaneo vantaggio alle britanniche.
La Svezia che ci aveva abituato a grandi rimonte, questa volta manca di personalità e l’Inghilterra punge per la seconda volta le svedesi.
Dopo un primo tentativo di Hinnigan, respinto da Carlén, al 37′ Nobbs scarica un tiro dalla lunga distanza sul quale l’estremo svedese non può arrivarci. Un grandissimo gol che vale il raddoppio inglese e manda le squadre negli spogliatoi con l’Inghilterra in vantaggio per 2 a 0.
Nella ripresa, nonostante i cambi, è sempre l’Inghilterra a rendersi pericolosa. Duggan e Moore provano ad aumentare il divario dei gol senza però riuscirci… poco male visto che la Svezia non riesce a trovare una soluzione valida per rimontare il doppio svantaggio.
Termina così il match con le inglesi che esplodono in una gioia incontenibile dopo 90 minuti in cui hanno visto avvicinarsi sempre più questo titolo che pare meritato per una squadra solida in difesa (zero reti subite nella fase finale dell’Europeo) e pungente in attacco con le sue 12 reti.
Un applauso comunque va anche alle sconfitte che non sono riuscite ad imporre il loro gioco contro una squadra “difficile” e ben organizzata. Magra consolazione per le scandinave è la conquista del titolo di capocannoniere del torneo per Sofia Jakobsson, che con 5 reti è stata la miglior realizzatrice e un secondo posto impreziosito da un buon europeo.

Nel dopopartita i due tecnici, oltre a complimentarsi reciprocamente hanno speso alcune parole sulla prestazione delle loro ragazze.

Maureen Marley (Inghilterra): “Siamo state la squadra più costante, battendo molte avversarie di livello e in finale, pur faticando un po’ a trovare il ritmo, siamo riuscite a tirare fuori qualcosa in più. Ho spiegato alle ragazze che sarebbe stata la qualità a decidere le sorti della finale e oggi siamo state noi a fare la differenza. Sapevamo che la partita non sarebbe stata semplice, ma ne siamo uscite vittoriose. Prima della partita ho detto alle ragazze che il loro compito era tracciare una nuova strada, non limitarsi a segure quella vecchia e credo che mi abbiano ascoltata. Mi auguro che questo sia solo l’inizio”.

Calle Barrling (Svezia): “Conoscevamo la rapidità dell’Inghilterra, ma non siamo comunque riuscite ad arginarla. Siamo state costrette a rifugiarci nelle palle alte e pur cambiando schema in campo due o tre volte non abbiamo comunque trovato una contromisura adatta. Non ci siamo espresse al meglio, ma questo per merito delle nostre avversarie più che per demerito nostro.
Siamo una squadra giovane e abbiamo pagato a caro prezzo i nostri peccati di gioventù. In ogni caso, ce la siamo sempre giocata fino in fondo, acquisendo sempre i risultati prima del 90′, ad eccezione della sfida contro la Francia. Dovremo mantenere questo spirito combattivo anche in futuro, con l’obiettivo di salire sul gradino più alto del podio già l’anno prossimo”.

SVEZIA - INGHILTERRA
(33′ Duggan, 37′ Nobbs (I))

SVEZIA: Carlén, Alfsson, Kullberg, Lövgren, Borgström, Appelquist, Jakobsson, Heimersson, Johansson, Göransson, Egelryd.
A Disposizione: Nilsson, Svensson, Lyckberg, Schough, Klinga, Sharro, Hjohlman.
Allenatore: Calle Barrling

INGHILTERRA: Spencer, Weston, Flaherty, Allen, Bronze, Harrop, Christiansen, Nobbs, Duggan, Hinnigan, Moore.
A Disposizione: Baker, Prosser, Coombs, Bonner, Holbrook, Stokes, Bruton.
Allenatore: Maureen Marley

Con la conquista del suo primo titolo europeo l’Inghilterra va ad unirsi alle altre vincitrici della competizione che sono:
* 2007 - 2008 Italia
* 2006 - 2007 Germania
* 2005 - 2006 Germania
* 2004 - 2005 Russia
* 2003 - 2004 Spagna
* 2002 - 2003 Francia
* 2001 - 2002 Germania
* 2000 - 2001 Germania
* 1999 - 2000 Germania
* 1998 - 1999 Svezia
* 1997 - 1998 Danimarca

Fonte: Calciodonne www.calciodonne.it

Foto: www.uefa.com

08
Lug

La Riozzese riparte dalla Serie D

Calcio femminile - Dopo la retrocessione e la rinuncia all’iscrizione alla A2

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RIOZZO Archiviate con amarezza la retrocessione e la successiva la rinuncia al campionato di Serie A2, la Riozzese non cancella in maniera definitiva il suo settore femminile, mantenendo in vita l’attuale formazione Primavera che verrà iscritta al campionato regionale di Serie D. Un ritorno alle origini dunque, se non proprio nelle intenzioni almeno nella sostanza, con la squadra rosanero che ripartirà da dove aveva iniziato nel settembre del 2001, quando alla sua prima esperienza nel femminile ottenne subito la promozione in C. Ovviamente non sarà questo l’obiettivo della squadra guidata ancora da Gigio Dennunzio, che punterà invece alla valorizzazione delle giovani calciatrici che poi potranno continuare il proprio cammino in altre realtà.
Dopo il “no” incassato dalla Divisione calcio femminile alla richiesta di iscrizione al campionato Primavera, l’unico modo per tenere in vita la squadra era quello di iscriversi alla Serie D, che rappresenta il primo gradino tra i campionati di calcio femminile. Il presidente Mileto Faraguna spiega le motivazioni che lo hanno spinto a non mollare definitivamente il settore femminile: «È innanzitutto un premio all’ottimo lavoro svolto da Dennunzio - sostiene il numero uno del club rosanero -, perché ci sembrava giusto non disperdere quanto fatto in questi anni. Poi c’è una considerazione di carattere normativo: iscrivendoci al torneo Primavera avremmo avuto problemi con le eventuali fuoriquota, che invece così non abbiamo». Tuttavia la conferma degli obiettivi della società in ambito femminile sono chiari e Faraguna non li nasconde: «Non vogliamo in nessun modo ripetere l’esperienza passata - ammette - che se da un lato ci ha portato grandi soddisfazioni arrivando fino in Serie A dall’altro ci ha pesantemente danneggiato da un punto di vista economico. Quindi con la Serie D vogliamo solo far crescere le nostre ragazze che poi andranno a intraprendere la loro carriera in società ambiziose e attrezzate per un calcio femminile di alto livello».

Andrea Grassani