Serie A - quarta giornata
Risultati finali della quarta giornata di campionato
Bardolino - Brescia 6 - 0
Chiasiellis - Torino 0 - 0
Fiammamonza - Lazio 2 - 3
Reggiana - Tavagnacco 0 - 3
Roma - Torres 1 - 4
Venezia - Atalanta 1 - 1

Risultati finali della quarta giornata di campionato
Bardolino - Brescia 6 - 0
Chiasiellis - Torino 0 - 0
Fiammamonza - Lazio 2 - 3
Reggiana - Tavagnacco 0 - 3
Roma - Torres 1 - 4
Venezia - Atalanta 1 - 1

Risultati finali della terza giornata di campionato
Atalanta - Chiasiellis 2 - 2
Bardolino - Reggiana 3 - 0
Brescia - Fiammamonza 3 - 2
Tavagnacco - Venezia 1 - 1
Lazio - Roma 0 - 2
Risultati finali della seconda giornata di campionato
Chiasiellis - Tavagnacco: 0 - 2
Fiammamonza - Reggiana: 1 - 2
Roma - Brescia: 2 - 0
Torino - Atalanta: 4 - 1
Torres - Lazio: 2 -1
Venezia - Bardolino: 0 - 4
Risultati finali della prima giornata di campionato
Atalanta - Torres 0 - 4 (domenica)
Bardolino - Fiammamonza 5 - 0
Brescia - Venezia 0 - 1
Tavagnacco - Roma 3 - 0
Lazio - Chiasiellis 1 - 0
Reggiana - Torino 6 - 1
Comincia brillantemente il cammino europeo per le azzurrine di Mister Corradini.
Nella prima giornata del primo turno di qualificazione, la Nazionale U19 batte con un secco 6 a 0 la Bulgaria; Marchese e Vitale realizzano una doppietta che permette all’Italia di gettare una solida base per la qualificazione al prossimo turno.
ITALIA: Schroffenegger, Bartoli, Ledri, Franco (46′ Principi), Vitale, Sampietro, Bonetti (46′ Ferrandi), Lotto (70′ Ferretti), Marchese, Rosucci, Bonansea.
A Disposizione: Valzolgher, De Angelis, Filippozzi, Bussu.
ITALIA - BULGARIA 6 - 0
(8′ e 40′ Marchese, 31′ e 44′ Vitale, 33′ Bonetti, 87′ Rosucci)
Nell’altro match del Gruppo 4, la Scozia ha battuto per 2 a 0 l’Irlanda del Nord, portandosi così al primo posto insieme alle azzurre a quota tre punti.
L’Italia nel prossimo impegno affronterà il 21 Settembre le irlandesi e una vittoria regalerebbe il matematico accesso al secondo turno.
di Mario Villa in Calciodonne
Questi gli 11 gironi:
GRUPPO 1 (paese ospitante: Croazia)
Repubblica d’Irlanda
Finlandia
Croazia
Isole Faroe
GRUPPO 2 (paese ospitante: Estonia)
Repubblica Ceca
Svezia
Estonia
Slovenia
GRUPPO 3 (paese ospitante: Danimarca)
Galles
Danimarca
Bosnia-Erzegovina
Moldavia
GRUPPO 4 (paese ospitante: Bulgaria)
Scozia
Italia
Irlanda del Nord
Bulgaria
GRUPPO 5 (paese ospitante: Olanda)
Olanda
Polonia
Israele
Lituania
GRUPPO 6 (paese ospitante: Inghilterra)
Inghilterra
Norvegia
Bielorussia
Slovacchia
GRUPPO 7 (paese ospitante: Turchia)
Francia
Serbia
Georgia
Turchia
GRUPPO 8 (paese ospitante: Ungheria)
Ungheria
Belgio
Lettonia
Armenia
GRUPPO 9 (paese ospitante: Austria)
Austria
Russia
Kazakistan
Grecia
GRUPPO 10 (paese ospitante: Azerbaigian)
Spagna
Ucraina
Azerbaigian
Cipro

Si conclude com’era iniziato queto europeo under19, con le inglesi che battono ancora una volta la Svezia.
Nella finale di Borisov, le “ragazze di sua maestà” hanno meritatamente conquistato per la prima volta il titolo europeo, sbarazzandosi delle svedesi già nel primo tempo e gestendo una seconda parte di gara con la consapevolezza di essere ad un passo dal successo.
L’Inghilterra dunque segue l’Italia sull’albo delle vincitrici del titolo continentale, andando così a chiudere questo ciclo europeo (dal primo turno di qualificazione) senza aver mai perso e concedendo solo un pareggio alla Slovacchia (nel primo turno) e alla Norvegia (nel gruppo B della fase finale).
La Svezia dopo la travolgente vittoria in semifinale contro la Francia, caratterizzata da un’entusiasmante partita, ha dovuto cedere alla maggior concretezza e probabilmente freschezza delle avversarie che sono riuscite a far loro il match concedendo ben poco alla squadra scandinava.
Le svedesi, in questa “stagione europea” hanno solo ceduto alle inglesi in entrambi i casi senza mai riuscir a infilare la palla in rete; la prima sconfitta con le britanniche è arrivata nel Gruppo A della fase finale, dove l’Inghilterra vinse 3 a 0, per poi ripetersi proprio nella finalissima. Insomma, le inglesi si rivelano una vera e propria “bestia nera” per la Svezia, costretta a capitolare e a salire sul secondo gradino del podio.
La posta in palio è decisamente alta: il titolo europeo e le squadre sembrano decisamente motivate anche se con quel pizzico di emozione che caratterizza ogni finale.
La partita comincia ad un buon ritmo col nervosismo presente in entrambe le compagini.
E’ l’Inghilterra a far paura per prima; da un calcio d’angolo di Hinnigan, il portiere svedese esce a vuoto e favorisce la conclusione di Flaherty che viene salvata sulla linea di porta dall’attenta Alfsson.
Al 33′ sono ancora le inglesi a rendersi pericolose riuscendo questa volta a colpire nel segno la avversarie. Hinnigan fa partire l’azione che termina sui piedi di Duggan che da ottima posizione non fallisce, regalando il momentaneo vantaggio alle britanniche.
La Svezia che ci aveva abituato a grandi rimonte, questa volta manca di personalità e l’Inghilterra punge per la seconda volta le svedesi.
Dopo un primo tentativo di Hinnigan, respinto da Carlén, al 37′ Nobbs scarica un tiro dalla lunga distanza sul quale l’estremo svedese non può arrivarci. Un grandissimo gol che vale il raddoppio inglese e manda le squadre negli spogliatoi con l’Inghilterra in vantaggio per 2 a 0.
Nella ripresa, nonostante i cambi, è sempre l’Inghilterra a rendersi pericolosa. Duggan e Moore provano ad aumentare il divario dei gol senza però riuscirci… poco male visto che la Svezia non riesce a trovare una soluzione valida per rimontare il doppio svantaggio.
Termina così il match con le inglesi che esplodono in una gioia incontenibile dopo 90 minuti in cui hanno visto avvicinarsi sempre più questo titolo che pare meritato per una squadra solida in difesa (zero reti subite nella fase finale dell’Europeo) e pungente in attacco con le sue 12 reti.
Un applauso comunque va anche alle sconfitte che non sono riuscite ad imporre il loro gioco contro una squadra “difficile” e ben organizzata. Magra consolazione per le scandinave è la conquista del titolo di capocannoniere del torneo per Sofia Jakobsson, che con 5 reti è stata la miglior realizzatrice e un secondo posto impreziosito da un buon europeo.
Nel dopopartita i due tecnici, oltre a complimentarsi reciprocamente hanno speso alcune parole sulla prestazione delle loro ragazze.
Maureen Marley (Inghilterra): “Siamo state la squadra più costante, battendo molte avversarie di livello e in finale, pur faticando un po’ a trovare il ritmo, siamo riuscite a tirare fuori qualcosa in più. Ho spiegato alle ragazze che sarebbe stata la qualità a decidere le sorti della finale e oggi siamo state noi a fare la differenza. Sapevamo che la partita non sarebbe stata semplice, ma ne siamo uscite vittoriose. Prima della partita ho detto alle ragazze che il loro compito era tracciare una nuova strada, non limitarsi a segure quella vecchia e credo che mi abbiano ascoltata. Mi auguro che questo sia solo l’inizio”.
Calle Barrling (Svezia): “Conoscevamo la rapidità dell’Inghilterra, ma non siamo comunque riuscite ad arginarla. Siamo state costrette a rifugiarci nelle palle alte e pur cambiando schema in campo due o tre volte non abbiamo comunque trovato una contromisura adatta. Non ci siamo espresse al meglio, ma questo per merito delle nostre avversarie più che per demerito nostro.
Siamo una squadra giovane e abbiamo pagato a caro prezzo i nostri peccati di gioventù. In ogni caso, ce la siamo sempre giocata fino in fondo, acquisendo sempre i risultati prima del 90′, ad eccezione della sfida contro la Francia. Dovremo mantenere questo spirito combattivo anche in futuro, con l’obiettivo di salire sul gradino più alto del podio già l’anno prossimo”.
SVEZIA - INGHILTERRA
(33′ Duggan, 37′ Nobbs (I))
SVEZIA: Carlén, Alfsson, Kullberg, Lövgren, Borgström, Appelquist, Jakobsson, Heimersson, Johansson, Göransson, Egelryd.
A Disposizione: Nilsson, Svensson, Lyckberg, Schough, Klinga, Sharro, Hjohlman.
Allenatore: Calle Barrling
INGHILTERRA: Spencer, Weston, Flaherty, Allen, Bronze, Harrop, Christiansen, Nobbs, Duggan, Hinnigan, Moore.
A Disposizione: Baker, Prosser, Coombs, Bonner, Holbrook, Stokes, Bruton.
Allenatore: Maureen Marley
Con la conquista del suo primo titolo europeo l’Inghilterra va ad unirsi alle altre vincitrici della competizione che sono:
* 2007 - 2008 Italia
* 2006 - 2007 Germania
* 2005 - 2006 Germania
* 2004 - 2005 Russia
* 2003 - 2004 Spagna
* 2002 - 2003 Francia
* 2001 - 2002 Germania
* 2000 - 2001 Germania
* 1999 - 2000 Germania
* 1998 - 1999 Svezia
* 1997 - 1998 Danimarca
Fonte: Calciodonne www.calciodonne.it
Foto: www.uefa.com
Calcio femminile - Dopo la retrocessione e la rinuncia all’iscrizione alla A2

RIOZZO Archiviate con amarezza la retrocessione e la successiva la rinuncia al campionato di Serie A2, la Riozzese non cancella in maniera definitiva il suo settore femminile, mantenendo in vita l’attuale formazione Primavera che verrà iscritta al campionato regionale di Serie D. Un ritorno alle origini dunque, se non proprio nelle intenzioni almeno nella sostanza, con la squadra rosanero che ripartirà da dove aveva iniziato nel settembre del 2001, quando alla sua prima esperienza nel femminile ottenne subito la promozione in C. Ovviamente non sarà questo l’obiettivo della squadra guidata ancora da Gigio Dennunzio, che punterà invece alla valorizzazione delle giovani calciatrici che poi potranno continuare il proprio cammino in altre realtà.
Dopo il “no” incassato dalla Divisione calcio femminile alla richiesta di iscrizione al campionato Primavera, l’unico modo per tenere in vita la squadra era quello di iscriversi alla Serie D, che rappresenta il primo gradino tra i campionati di calcio femminile. Il presidente Mileto Faraguna spiega le motivazioni che lo hanno spinto a non mollare definitivamente il settore femminile: «È innanzitutto un premio all’ottimo lavoro svolto da Dennunzio - sostiene il numero uno del club rosanero -, perché ci sembrava giusto non disperdere quanto fatto in questi anni. Poi c’è una considerazione di carattere normativo: iscrivendoci al torneo Primavera avremmo avuto problemi con le eventuali fuoriquota, che invece così non abbiamo». Tuttavia la conferma degli obiettivi della società in ambito femminile sono chiari e Faraguna non li nasconde: «Non vogliamo in nessun modo ripetere l’esperienza passata - ammette - che se da un lato ci ha portato grandi soddisfazioni arrivando fino in Serie A dall’altro ci ha pesantemente danneggiato da un punto di vista economico. Quindi con la Serie D vogliamo solo far crescere le nostre ragazze che poi andranno a intraprendere la loro carriera in società ambiziose e attrezzate per un calcio femminile di alto livello».
Andrea Grassani
Roma: La storia non si ripete, stavolta è il Bardolino ad alzare la Coppa Italia prendendo il posto della Torres nell’albo d’oro della competizione centrando così il double dopo la conquista dello scudetto. Le ragazze di Longega battono per 2 - 0 le calciatrici agli ordini di Arca grazie alla rete della Motta al 28′ del primo tempo e Gabbiadini al 34′ della seconda frazione . Le isolane non hanno mollato di un millimetro impensierendo più volte l’estremo difensore delle veronesi ma alla lunga è emersa la qualità del Bardolino.
Divisione Calcio Femminile
Eurospin Torres - Bardolino Verona: 0 - 2
Reti: p.t. 27′ Motta, st. 41′ Gabbiadini
Secondo pronostico Bardolino e Torres si ritrovano in finale di Coppa per la seconda stagione consecutiva prolungando così l’infinito duello che ha contraddistinto tutto il Campionato.
Teatri affascinanti sono testimoni di queste semifinali di Coppa Italia grazie all’ospitalità e collaborazione dei comuni di Roma e Marino. Sul terreno di gioco del Flaminio, vera e propria culla dello sport, si sono affrontate il neo scudettato Bardolino e la quarta della classe Reggiana, due squadre di spessore che hanno reso la gara ancora più vibrante. Ha vinto il Bardolino per 4 - 0 grazie alle reti di Girelli e D’Adda segnate entrambe nel primo tempo e la dopietta della Panico firmata nella seconda frazione che ha messo in ghiaccio il risultato. La Reggiana comunque è rimasta sempre in partita colpendo due legni.
Al “D.Fiore” di Marino la Torres non è stata da meno battendo 5 - 1 l’Upea Orlandia vera e propria outsider di queste Final Four. Il “miracolo” Orlandia dura quasi un tempo, grazie ad un autorete della Manieri le siciliane sono andate in vantaggio. La Torres ha pareggiato allo scadere del primo tempo con Tona. Nella ripresa i valori in campo sono emersi, la Torres, grazie alla ritrovata tranquillità ha iniziato, a differenza del primo tempo, a capitalizzare le occasioni da rete ed ha dilagato con le reti di Fuselli, doppietta di Domenichetti e seconda rete della Tona.
Sabato finalissima Bardolino - Torres alle 18.00 sempre nel santuario dello sport, lo stadio “Domenico Fiore” di Marino, il campo dove la nazionale di Azeglio Vicini preparò il mondiale delle notti magiche d’Italia ‘90.
Stadio “Flaminio” (Roma)
REGGIANA - BARDOLINO 0 - 4
REGGIANA (4-4-2)
Vincenzi, Colzi, Neboli, Tavalazzi, Magrini; Spina, Nasuti, Vicchiarello, Del Prete (31’st Baldi); Eccher (5’st Brutti), Sabatino (25′ st Casile). All:Milena Bertolini
BARDOLINO (4-2-3-1)
Picarelli; Motta (12’st Sorvillo), Stefanelli, Schiavi, D’Adda; Tuttino, Girelli; Gabbiadini (21’st Ledri), Boni (40′pt Parisi), Paliotti; Panico. All: Renato Longega
ARBITRO: Dario Cocciolo; Assistenti di linea Tonia e Currà
MARCATRICI: 6′ pt Girelli (B), 33′ pt D’Adda (B), 11′ st, 39’st Panico (B)Stadio “Domenico Fiore” (Marino)
EUROSPIN TORRES-UPEA ORLANDIA 5-1
EUROSPIN TORRES (3-5-2): Cupido (35′ st Criscione); Manieri, Tona, Cortesi; Stracchi, Fadda, Pintus (28′ st Sardu), Vitanza C., Domenichetti; Iannella (30′ st Vitanza A.), Fuselli. All. Tore Arca
UPERA ORLANDIA (4-5-1): Pop; Catalfamo, Iuculano, Fiocco, Morello; Manzella, Bertino (10′ st Cusmà), Da Vila Soracco, Giuliano, Corio; Minciullo. All. Enzo Castano.
ARBITRO: Tommaso Diomaiuta di Albano Laziale
MARCATRICI: pt 35′ Manieri (aut.), 47′ Tona; st 4′ Fuselli, 16′ Domenichetti, 24′ Tona, 40′ Domenichetti.
Ufficio Stampa Divisione Calcio Femminile
L’Albo d’Oro
1990/91 WOMAN SASSARI
1991/92 ZAMBELLI REGGIANA
1992/93 ZAMBELLI REGGIANA
1993/94 GEAS SESTO
1994/95 TORRES FOS
1995/96 LUGOS ZAMBELLI
1996/97 AGLIANA
1997/98 MILAN
1998/99 LAZIO
1999/00 TORRES FO.S
2000/01 TORRES FO.S
2001/02 FORONI VERONA
2002/03 ENTERPRISE LAZIO
2003/04 TORRES TERRA SARDA
2004/05 TORRES TERRA SARDA
2005/06 BARDOLINO
2006/07 BARDOLINO
2007/08 EUROSPIN TORRES
Calcio femminile - Invece Padovan va in contropiede: «Per noi è ancora una squadra di A2»

RIOZZO Reazioni unanimi dopo la notizia della rinuncia della Riozzese all’iscrizione al prossimo campionato di Serie A2, che in pratica segna la fine del calcio femminile nella frazione di Cerro al Lambro. Qui il sindaco Dario Signorini, ex giocatore della Riozzese e da sempre molto vicino alle vicende della società rosanero, esprime il proprio parere con molto realismo, evidenziando come l’amministrazione comunale non avesse grandi possibilità di intervento per sostenere la società del presidente Mileto Faraguna. «Credo sia stata la decisione più corretta - afferma Signorini - perché è impensabile continuare a sostenere un impegno economico troppo elevato per una realtà come Riozzo. Purtroppo in questi giorni ho sentito anche da parte di qualche dirigente della Riozzese chiamare in causa la nostra amministrazione per il poco sostegno offerto: bene, io posso tranquillamente affermare che più di così un comune non può fare, considerando che deve garantire dei servizi primari che, con tutto il rispetto per la Riozzese, sono più importanti, scelte che i miei cittadini potrebbero giustamente rinfacciarmi. Resto convinto che la Riozzese debba tornare a occuparsi con maggior forza e impegno verso il settore giovanile che in questi anni è stato decisamente trascurato e che invece ha sempre rappresentato il vero punto di forza della società».
Chi invece non sembra credere a una rinuncia definitiva da parte della Riozzese è il presidente della Divisione calcio femminile, il noto giornalista Giancarlo Padovan: «Per noi non esiste alcuna rinuncia - afferma - e del comunicato stampa non ce ne facciamo nulla. Sino al 6 luglio per noi la Riozzese è una società avente diritto all’iscrizione alla Serie A2 e sino a quel giorno non abbiamo nulla da commentare. So che il presidente Faraguna ha parlato con il segretario generale della Divisione, il quale ha cercato di trovare le soluzioni possibili per risolvere eventuali problemi. Vogliamo essere al fianco delle società e se c’è da dare una mano non ci tiriamo certo indietro. Comunque, ripeto, è un fatto che non sussiste: per me la Riozzese è ancora una squadra di Serie A2».
Infine il vicepresidente del Comitato regionale lombardo della Figc Tino Cornaggia è invece sorpreso e amareggiato al tempo stesso: «Questa decisione mi coglie di sorpresa - afferma Cornaggia - perché pur leggendo sul “Cittadino” che la Serie A2 avrebbe rappresentato per la Riozzese una spesa maggiore rispetto alla Serie A, non avrei immaginato che si arrivasse a questa estrema decisione. C’è molto rammarico in me, anche perché la Riozzese era un importante punto di riferimento per tutto il settore femminile, verso il quale è in corso da parte del presidente del Crl un’opera di sensibilizzazione e maggior visibilità. Peccato davvero, è una perdita notevole».
Andrea Grassani
Foto: il presidente della Divisione calcio femminile Giancarlo Padovan ai tempi in cui il giornalista faceva l’allenatore del Torino “in rosa”
La società A.C. Riozzese attraverso il Presidente Mileto Faraguna comunica che il prossimo anno non parteciperà al campionato di Serie A2 femminile. Questa sofferta decisione è maturata in seguito alle poche garanzie economiche derivanti dalle sponsorizzazioni necessarie per affrontare in maniera professionale e dignitosa la categoria di Serie A2. Dispiace sottolineare la totale inesistenza di partecipazione delle aziende presenti sul territorio per grantire la continuazione del progetto “calcio femminile” in ambito locale. Contattato il Comune di Cerro al Lambro in merito all’ipotesi di non iscrizione alla stagione sportiva 2009/10, ha confermato la sua impossibilità nell’intervenire sia a livello di ulteriori contributi, sia a livello di coinvolgimento delle aziende presenti nel comune, per una partecipazione al progetto. Un ringraziamento particolare a tutte le giocatrici della Riozzese che in quesi anni, nonostante le diverse difficoltà, hanno consentito a questa società di essere conosciuta a livello nazionale, portando lustro a tutto il territorio lodigiano e sud milanese. Meritano un elogio particolare il Vice Presidente Roberto Tognoni, il medico sociale Gianfanco Vender, il secondo allenatore Matteo Festa e tutto lo staff di preparatori che i questi anni hanno lavorato con la massima professionalità e passione all’interno del settore femminile, contribuendo ai meritati successi ottenuti. Con tutta l’amarezza derivante da questa decisione voglio infine ringraziare il nostro pubblico presente durante le partite invitandolo a seguire con la stessa passione la squadra Primavera femminile e tutto il settore maschile.
Mileto Faraguna
CALCIO FEMMINILE - IL PRESIDENTE FARAGUNA ANNUNCIA CHE NON ISCRIVERÀ LA SQUADRA E DI FATTO CHIUDE L’AVVENTURA ROSANERO

«Non ci sono più le garanzie per affrontare con dignità la A2»
RIOZZO Il grido d’allarme lanciato qualche settimana fa dal presidente Mileto Faraguna non ha trovato sostegno e quella che sembrava solo un’ipotesi estrema è diventata invece un’amara realtà: la Riozzese rinuncia ufficialmente all’iscrizione al prossimo campionato di Serie A2 e di fatto sparisce dal panorama calcistico femminile.
Dopo otto intensi anni ricchi di soddisfazioni e successi, culminati con la promozione in Serie A nel maggio del 2007, per la società rosanero arriva il momento più buio e triste della sua pur breve storia. La retrocessione in A2 patita il mese scorso a chiusura di un’annata tribulata lascia quindi un segno indelebile. Le richieste di sostegno formulate a più riprese da Faraguna per il prosieguo dell’attività nel settore femminile non hanno trovato dunque riscontro, pertanto la rinuncia all’iscrizione diventa inevitabile. Le motivazioni sono facilmente intuibili e sono quasi tutte da ricondurre a una situazione economica che non consente di affrontare in modo sereno e tranquillo un campionato impegnativo come quello di A2.
”Questa sofferta decisione - si legge nel comunicato ufficiale diramato ieri da Faraguna - è maturata in seguito alle poche garanzie economiche derivanti dalle sponsorizzazioni necessarie per affrontare in maniera professionale e dignitosa la Serie A2. Dispiace sottolineare la totale inesistenza di partecipazione delle aziende presenti sul territorio per garantire la continuazione del progetto”.
Nei giorni scorsi Faraguna ha chiesto aiuto al sindaco di Cerro al Lambro Dario Signorini, cercando di sensibilizzare attraverso l’amministrazione comunale alcune aziende locali e chiedendo un sostegno per la società tramite sponsorizzazioni. La risposta sperata però non è arrivata. Così, dopo un consiglio direttivo molto sofferto, la drastica decisione è divenuta realtà e tutte le ragazze della prima squadra sono state convocate ieri sera per la triste comunicazione della rinuncia all’iscrizione e di fatto all’attività femminile del club. “Un ringraziamento particolare va alle giocatrici che in questi anni, nonostante le diverse difficoltà, hanno consentito a questa società di essere conosciuta a livello nazionale - continua il comunicato del club sudmilanese - portando lustro a tutto il territorio”.
Finisce così la bella favola della Riozzese in rosa, anche se la dirigenza manifesta la ferma volontà di mantenere in vita almeno la formazione Primavera e quindi di non interrompere definitivamente l’attività femminile, anche se ancora non è chiaro se sia possibile o meno avere la sola giovanile senza la prima squadra. “Con tutta l’amarezza nel prendere questa storica decisione voglio ringraziare il nostro pubblico - conclude Faraguna -.
Meritano infine un elogio il vicepresidente Tognoni, il medico sociale Vender, il secondo allenatore Festa e tutto lo staff di preparatori che in tutti questi anni hanno lavorato con professionalità e passione”.
Foto: Lo sconforto di Silvia Piva dopo una sconfitta: è l’immagine emblema dell’addio alla Riozzese femminile

La prima formazione della Riozzese femminile, quella della stagione 2001/2002
RIOZZO La storia del calcio femminile a Riozzo ha inizio nel 2001 quando la società guidata dallo storico presidente Ugo Guazzelli, decide di affiancare al settore maschile anche quello femminile, suscitando la curiosità e l’interesse di molti appassionati del territorio. Ed è proprio il settore femminile che risulta determinante per le sorti e il prestigio della Riozzese che da lì in pochi anni giunge a traguardi inimmaginabili, facendo conoscere all’Italia intera la realtà di una piccola frazione di paese attraverso le imprese di una squadra di calcio.
Partita dalla Serie D, in soli sei anni la squadra rosanero raggiunge il traguardo più ambito per una società calcistica, arrivando a guadagnarsi un meritato posto nel campionato di Serie A. Un cammino contrassegnato da stagioni trionfali, iniziate appunto nella stagione 2001/2002 con la vittoria della Serie D e proseguito poi nel 2003/2004 con il primo posto nel campionato di Serie C e la conquista per due anni consecutivi della Coppa Lombardia. La rincorsa della Riozzese non conosce mai soste e nella stagione 2004/2005 anche la Serie B deve fare i conti con la squadra di Franco Lanzani, capace di conquistare l’immediata promozione in A2 a soli quattro anni dalla sua nascita. Nel primo anno di A2 la promozione nella massima serie è soltanto sfiorata ma il secondo posto alle spalle del Porto Mantovano sa tanto di beffa per le ragazze rosanero. Il sogno è però soltanto rimandato alla stagione successiva: è infatti il 13 maggio 2007 quando la Riozzese tocca il punto più alto della sua breve ma intensa storia, con la vittoria sul campo del Grifo Perugia e la matematica promozione in Serie A con una giornata d’anticipo. Un traguardo che giunge proprio nell’anno della scomparsa di chi ha fortemente voluto questa squadra e ha indelebilmente segnato la storia della società rosanero: il 29 dicembre 2006 viene a mancare infatti Ugo Guazzelli e prorpio al compianto presidente la squadra dedica questo straordinario traguardo.
Nel corso di questi anni il calcio femminile riozzese ha saputo ritagliarsi una visibilità e un prestigio che non sono sfuggiti neppure al commissario tecnico della Nazionale femminile Pietro Ghedin, che ha convocato in più di un’occasione Chiara Carpino (adesso al Venezia), Silvia Piva e Francesca Tonani, le prime atlete rosanero a vestire la maglia azzurra. E Tatiana Bonetti nel luglio 2008 è riuscita addirittura a salire sul tetto d’Europa con la maglia della Nazionale Under 19.
Se la prima stagione in Serie A si chiude in modo molto positivo, con la conquista di una salvezza mai in discussione e con una semifinale di Coppa Italia contro la Torres giocata solo a metà (ufficialmente per problemi con il volo la motivazione della rinuncia alla trasferta in Sardegna), non altrettanto si può dire di questa stagione che ha segnato la fine della storia della Riozzese femminile. Penultimo posto con sole tre vittorie in 22 partite, che segnano non solo la mesta retrocessione, ma mettono la parola fine su una storia comunque bellissima.

La festa salvezza dell’anno scorso, ultimo grande risultato del club rosanero
Andrea Grassani

Il momento più esaltante della storia della Riozzese in rosa: la vittoria del campionato di A2 vale la promozione in Serie A e la dedica è per il compianto Guazzelli

L’Atalanta conquista per la seconda stagione di fila lo scudetto del Campionato Primavera battendo per 1 - 0 il Firenze in una finale che non ha lesinato emozioni confermando l’alta competitività raggiunta dai vivai dei club.
Il pubblico ha risposto con entusiasmo riempiendo gli spalti dello stadio “Rigamonti” di Capriolo (Bs) e la gara non ha tradito le attese. Vibrante e di spessore la partita non ha avuto un padrone certo fino all’ultimo minuto. Primo tempo di sostanziale equilibrio con il Firenze che sorprende la favorita Atalanta sotto il profilo della personalità. La gara si sblocca al quarto d’ora della ripresa, l’Atalanta si porta in vantaggio con la Ferrandi che indovina l’angolo giusto con un diagonale che s’infila alla sinistra del portiere gigliato Casini. Il Firenze non cede e la Guagni sfiora più volte la rete facendo tremare la retroguardia orobica in difficoltà anche per l’espulsione della Bonometti. Malgrado la tempra e la voglia del Firenze il risultato non cambia, l’Atatalanta si laurea per la seconda volta consecutiva campionessa Primavera eguagliando le doppiette passate del Milan e del Torino.
ATALANTA - FIRENZE 1 - 0
Campo “Rigamonti” - Capriolo - ore 18.00 (differita su RaiSportPiù - martedì 2 giugno ore 14.45)
ATALANTA: Filippi; Benedetti, Fenaroli, Brasi, Pedretti; Ferrandi, Nespoli, Scarpellini, Pandolfi (45′ st Frigerio); Picchi (1’st Pujia), Bonometti. Allenatore: Casu.
FIRENZE: Casini; Benucci, Linari, Perini; Parrini, Binazzi, Orlandi, Peruzzi, Giudici; Magni; Guagni. Allenatore: Nicoli
Reti: 18 ’st Ferrandi (A)
Arbitro: Pietro Brioschi
Fonte: sito Lega Nazionale Dilettanti
CALCIO SERIE A FEMMINILE - LA SOCIETÀ ROSANERO ALLE PRESE CON I GUAI DI UNA PESANTE RETROCESSIONE CHE NASCE DA LONTANO

RIOZZO Sabato 16 maggio 2009 è una data che resterà purtroppo nella storia della Riozzese perché segna la prima vera grande delusione dopo anni di successi, con una retrocessione che potrà avere effetti clamorosi. Come quasi sempre accade quando un’annata è negativa, le premesse non erano state delle migliori. Bisogna dunque fare un passo indietro, all’inizio della stagione, per cominciare a valutare l’”annus horribilis” della Riozzese, quando il tecnico Franco Lanzani lascia la panchina rosanero, dopo stagioni ricche di successi, e il nome del suo sostituto tarda ad arrivare. Dopo qualche giornata in stand by con Sergio De Vecchi, allenatore della Primavera, che sembra il favorito per la panchina della prima squadra, viene chiamato Domenico Caserini, al suo esordio nel calcio femminile dopo la positiva esperienza con la Trigintese, condotta un anno fa a una storica promozione in Prima Categoria.
La partenza della squadra in campionato è da dimenticare anche perché il calendario mette subito di fronte le rosanero alle big, Bardolino, Torres e una neopromossa Roma decisamente ambiziosa. In Coppa Italia le cosa vanno anche peggio con la sconfitta a tavolino a favore del Milan (dopo la vittoria per 6-0 ottenuta sul campo) per via di un tesseramento irregolare, che precede quella sul campo del Torino che in pratica ne determina l’eliminazione anticipata. In campionato la situazione sembra migliorare, ma l’altalena di risultati e prestazioni è letale per le sorti della formazione rosanero, capace di raccogliere in tutto l’anno, la miseria di 2 soli punti in casa.
Le cause che hanno portato a questa dolorosa retrocessione possono essere diverse, alcune delle quali abbastanza inconfutabili. Due soli punti si diceva, grazie ai pareggi con Torino e Milan, sui 33 a disposizione sono un bottino inquietante, che non lascia dubbi sul pessimo rendimento delle rosanero a Riozzo, dove l’ultima vittoria è datata addirittura 12 aprile 2008. In trasferta le cose invece sono andate un po’ meglio, anche se i pur buoni risultati ottenuti non sono bastati per colmare il pesante gap con il disastroso rendimento interno. Il rimpianto maggiore è che sarebbe bastata la sola vittoria sul Venezia per ottenere la salvezza.
Un altro aspetto da non sottovalutare è legato ai numerosi infortuni che hanno colpito una rosa di per sé già limitata e che ha dovuto fare i conti con assenze di lungo corso. Pignedoli, Tonani, e Laura Biliato non sono praticamente mai state a disposizione di Caserini, mentre Piccinno è rimasta fuori per un intero girone, per citare solo i più gravi. In un contesto simile anche gli inserimenti delle giovani non hanno potuto essere graduali, ma spesso obbligati, oltretutto con una situazione di oggettiva difficoltà e tensione dovuta a una classifica sempre pericolante. C’è poi l’aspetto fisico-atletico, anche se ben noto, che ha penalizzato le rosanero, decisamente tra le più piccole, se non le più piccola in termini di stazza fisica: tutto ciò alla lunga ha pesato.
Chiusa la pagina sul campionato con la retrocessione, nei prossimi giorni si chiariranno i programmi futuri in una situazione che, come ha dichiarato il presidente Mileto Faraguna, non è per nulla semplice, perché la A2 è in termini di costi più onerosa della Serie A.
Andrea Grassani
Foto: Chiara Piccinno chiusa tra due avversarie del Venezia, rimasta a lungo una delle dirette concorrenti per la salvezza
La storia del Club
Dal 2002 al 2008 soltanto soddisfazioni, culminate nella promozione inA nel 2007.
Dall’anno della sua fondazione, il 2002, per la Riozzese è stata una continua ascesa culminata nella stagione 2006/2007 con la promozione in Serie A. Un cammino segnato da stagioni trionfali, a partire dalla prima esperienza in campo femminile con la vittoria del campionato di Serie D 2002/2003, e proseguito poi nella stagione successiva con il primo posto nel campionato di Serie C e la conquista per due anni consecutivi della Coppa Lombardia.
Nel 2004/05 in Serie B la squadra di Franco Lanzani riesce subito a conquistare la promozione in A2, a soli tre anni dalla sua nascita. Nel corso del primo anno tra le Cadette arriva la prima piccola “delusione”, se si può considerare tale, con un secondo posto alle spalle del Porto Mantovano che interrompe a tre la serie di promozioni consecutive. Il 13 maggio 2007 però la Riozzese vincendo a Perugia conquista con una giornata di anticipo la storica promozione in Serie A. Un traguardo che giunge proprio nell’anno della scomparsa di Ugo Guazzelli storico presidente rosanero, venuto a mancare il 29 dicembre 2006.
Giunta tra le big nella passata stagione, la Riozzese ha ottenuto una tranquilla salvezza al suo primo anno in Serie A, sempre sotto la guida di Lanzani, frutto di una partenza a razzo che ha portato la squadra a ridosso delle prime posizioni per qualche giornata, salvo poi mantenersi sempre a distanza di sicurezza dalla “zona rossa”.
In Coppa Italia, il raggiungimento di una storica semifinale con la Torres è in parte macchiato dalla rinuncia alla trasferta in Sardegna nella partita di ritorno, ufficialmente per problemi con la prenotazione del volo.
In questi anni la Riozzese ha anche mandato alcune giocatrici in Nazionale tra le quali Chiara Carpino, Silvia Piva, Francesca Tonani e Tatiana Bonetti diventata campione d’Europa con la maglia azzurra dell’Under 19 nel luglio 2008.
CALCIO SERIE A FEMMINILE - BONETTI E COMPAGNE NON RIESCONO A PORTARE L’ATALANTA ALLO SPAREGGIO: ORA IL FUTURO È INCERTO
ALMENNO SAN SALVATORE Niente “miracolo” per la Riozzese che non va oltre un inutile pareggio contro l’Atalanta e scivola amaramente in A2. Serviva una vittoria per portare le bergamasche allo spareggio e continuare a tenere viva la speranza di salvezza, invece nonostante una prova tutto cuore la squadra di Caserini non ce l’ha fatta. Una retrocessione che comunque non può essere imputata alla sola partita di sabato pomeriggio, ma a tutta una stagione nata male e finita peggio. Ora il futuro appare incerto anche se ogni tipo di valutazione verrà fatta nei prossimi giorni.
Sulla gara con l’Atalanta c’è poco da dire: un vano dominio pressoché totale della Riozzese sin dai primi minuti. Bonetti al 3′ guadagna palla e si libera bene, ma Filippi si oppone. Al 10′ ci prova Piva dalla distanza, ma ancora il portiere nerazzurro si rifugia in angolo. Dal successivo tiro dalla bandierina di Bonetti Mauri impatta bene di testa, ma non riesce a superare Filippi. Ancora Riozzese al 17′ con un violenta conclusione dalla distanza di Piva che però è fuori misura. L’Atalanta è ovviamente guardinga, ma con Riboldi e Scarpellini non disdegna qualche sortita in avanti. Ci provano ancora Piccinno al 24′ che manca di poco la deviazione vincente e Bonetti su punizione al 35′, ma la palla termina alta. Prima del riposo Piccinno si gira bene dal limite, ma la sua conclusione supera non di molto la traversa.
La ripresa è simile al primo tempo con la Riozzese che le prova tutte e con l’Atalanta molto attenta a non scoprirsi. Al 7′ Bonetti serve al centro Piccinno che di testa sfiora il palo. Al 19′ dialogo Bonetti-Piva con quest’ultima che è stoppata dal portiere bergamasco. Al 23′, nell’unica conclusione verso la porta ospite, le bergamasche passano in vantaggio con una punizione dalla distanza che la neo entrata Picchi sfiora quel tanto che basta per ingannare Gorno. A questo punto per la Riozzese diventa un’impresa al limite dell’impossibile e solo in pieno recupero Piccinno trova la rete del pareggio con un bel pallonetto che però non serve a evitare la retrocessione.
ATALANTA 1 RIOZZESE 1
ATALANTA: Filippi, Nespoli, Pedretti, Bernardi, Brasi, Ravasio, Riboldi, Ferrandi, Bonometti (21′ st Picchi), Scarpellini (30′ st Mammana), Caio (10′ st Spini). All.: Zonca
RIOZZESE: Gorno, Lazzari (25′ st Celentano), Marinoni (35′ st Biliato), Piva, Sironi, Asperti, Mantuano (30′ st Amorin), Mauri, Bonetti, Perini, Piccinno. All.: Caserini
Arbitro: Rossi di Lecco
Reti: 23′ pt Picchi, 48′ st Piccinno
Andrea Grassani
Il dopopartita
C’è ovviamente tantissima delusione e amarezza nello spogliatoio rosanero, dopo una retrocessione che, come conferma il tecnico Caserini, parte da lontano: «Oggi la squadra ha fatto il massimo che poteva - spiega - giocando bene per tutti i novanta minuti. Sapevamo che loro avrebbero fatto una partita di attesa e così è stato, da parte nostra abbiamo condotto la gara dall’inizio alla fine senza trovare però lo spunto vincente. Purtroppo come ci è spesso capitato in questa stagione non siamo riuscite a concretizzare le tante occasioni create. Comunque non è oggi (sabato per chi legge, ndr) che siamo retrocesse, ma credo che sia stato il nostro rendimento casalingo a condannarci, oltre a una serie di infortuni che hanno pesato tantissimo. Peccato perché sarebbe bastato davvero poco per restare in Serie A».
Sul fronte dirigenziale prende la parola il presidente Mileto Faraguna che esce un po’ allo scoperto: «Desidero ringraziare a nome di tutta la società tutte le ragazze per l’impegno profuso e per la pazienza per aver sopportato una situazione societaria difficile. Adesso ci siederemo intorno a un tavolo per cercare di valutare il da farsi».
Foto: La delusione di Elisa Perini e Domenico Caserini dopo una sconfitta: un’immagine simbolo della stagione
16 MAGGIO 2009
Campionato serie A
U L T I M A G I O R N A T A
risultato finale
Atalanta: Filippi, Nespoli, Pedretti, Bernardi, Brasi, Ravasio, Riboldi, Ferrandi, Bonometti (23’st Picchi), Scarpellini (31’st Mammana), Caio (11’st Spini). Allenatore: Zonca
Riozzese: Gorno, Lazzari (39’st Biliato) Marinoni (35’st Celentano), Piva, Sironi, Asperti, Mantuano (30’st De Sousa), Mauri, Bonetti, Perini, Piccinno. Allenatore: Caserini.
Arbitro: Rossi di Lecco
Reti: 24′ st Picchi, 49′ st Piccinno
Le altre partite
Chiasiellis 1 Milan 2
Torres 7 Roma 2
Fiammamonza 0 Torino 0
Reggiana 2 Tavagnacco 1
Venezia 0 Bardolino 6
La classifica
Bardolino 62 Campione d’italia
Torres 56
Tavagnacco 47
Reggiana 46
Roma 36
Fiammamonza 28
Torino 21
Chiasiellis 18
Venezia, Atalanta 17
Riozzese 14
Milan 9
CALCIO SERIE A FEMMINILE - OGGI (ORE 15) LE ROSANERO DEVONO VINCERE A BERGAMO PER COSTRINGERE L’ATALANTA ALLO SPAREGGIO

RIOZZO Dentro o fuori, sollievo o amarezza. Ormai non ci sono più appelli per la Riozzese che oggi pomeriggio intorno alle 17 saprà se potrà continuare ancora a sognare la Serie A oppure se dovrà amaramente ripartire dalla A2.
La partita spareggio contro l’Atalanta (fischio d’inizio alle 15) che sarà ripresa anche dalle telecamere della Rai è di quelle che tolgono il sonno, perché vale una stagione e forse anche di più. Si dovrà infatti vincere per guadagnarsi poi lo spareggio proprio con le bergamasche, a tutt’oggi avanti di tre lunghezze rispetto alla formazione rosanero. Domenico Caserini al di là di come andrà a finire la sfida con l’Atalanta traccia un bilancio personale positivo: «Devo innanzitutto porgere i miei ringraziamenti alla società - spiega il tecnico rosanero - per aver avuto sempre fiducia in me, e poi non posso che considerare positiva la mia prime esperienza nel calcio femminile, indipendentemente da come andrà a finire». È una partita che vale una stagione e per la quale la Riozzese avrà un solo risultato utile per restare a galla: «Non si scappa - continua Caserini -: contro l’Atalanta è davvero l’ultima spiaggia. Siamo al completo e penso che in tutti noi ci sia la voglia di riscattare la brutta prestazione di sabato scorso, giocando però con intelligenza e senza troppa tensione, che credo sia stata la causa principale della sconfitta con il Venezia».
Qualche rimpianto per i soli due punti conquistati in casa non può non esserci, come conferma il tecnico della Riozzese: «Non siamo mai riusciti a esprimerci secondo le nostre possibilità e questo ci ha condizionato enormemente. Io continuo a pensare che sia un problema di approccio sbagliato alla partita, comunque è un dato di fatto sul quale dovremo riflettere». C’è anche un altro aspetto che lascia l’amaro in bocca a Caserini: «Aver avuto così tanti infortuni - continua - mi ha sempre limitato nelle scelte e spesso indotto a errori di valutazione per mancanza di alternative». Adesso c’è l’ultimo treno che passa e sul quale la Riozzese non solo vorrebbe salire, ma restarci pure: «Io dico che per la partita di Bergamo abbiamo un 50 per cento di possibilità a testa, anche se loro hanno a disposizione due risultati su tre. Noi ci crediamo fino all’ultimo e non molleremo mai».
Prima dell’ultima giornata i verdetti sono già definitivi, con il Bardolino campione d’Italia e la Torres al secondo posto che vale la Champions League; bisogna solo scoprire il nome della squadra che seguirà il Milan in A2. Il calendario oltre ad Atalanta-Riozzese offre Chiasiellis-Milan, Torres-Roma, Fiammamonza-Torino, Reggiana Tavagnacco e Venezia-Bardolino.
Andrea Grassani
Fotografia: Un intervento aereo di Silvia Piva nel match di andata, vinto per 1 a 0 dall’Atalanta: oggi a Bergamo servirà una vittoria per non dire addio alla Serie A
CALCIO SERIE A FEMMINILE - BRUTTA SCONFITTA CASALINGA PER LE ROSANERO, CHE SI ARRENDONO AL VENEZIA NELLO SCONTRO DIRETTO

RIOZZO Si assottigliano sempre di più le speranze della Riozzese di restare anche nella prossima stagione in Serie A. La cocente sconfitta con il Venezia, in quella che era una vera e propria finale, mette la squadra di Caserini con le spalle al muro. Sabato prossimo bisognerà andare a vincere a Bergamo per raggiungere l’Atalanta in classifica e guadagnarsi il successivo spareggio per la salvezza. Vista la prova con le lagunari però ogni ottimistica previsione appare come minimo azzardata in questo momento, anche se fuori casa la Riozzese ha offerto quasi sempre buone prestazioni.
Ci si attende una gara di tutt’altro spessore dalla squadra rosanero, che invece appare fin dalle prime battute troppo in affanno. Al 5′ una punizione di Caravilla spaventa Gorno con il pallone che esce non di molto. La risposta della Riozzese è al 7′ con Bonetti che si libera bene in area, ma non trova il tempo per la battuta a rete. Al 10′ la più grossa delle occasioni per la squadra di Caserini: Perini recupera un buon pallone dopo un’uscita avventata del portiere e serve Piccinno a centro area, ma il suo tiro sfiora solo il palo. Ancora rosanero in avanti al 21′ con Perini che calibra troppo debolmente il pallonetto. È il Venezia però farsi pericoloso alla mezz’ora con un’iniziativa di Caravilla che serve l’accorrente Bortot, il cui tiro è deviato in angolo da Lazzari. Un minuto dopo un’indecisione di Asperti innesca il contropiede di Cavallini che serve sulla destra Bortot, fermata irregolarmente in area da Lazzari: l’arbitro indica il dischetto, Cavallini non fallisce e per la Riozzese comincia il buio. L’occasione per tornare in partita capita poco prima del riposo, ma la punizione di Bonetti da ottima posizione è fuori misura.
Nella ripresa la Riozzese sparisce letteralmente dal campo e il Venezia legittima in pieno il successo e la salvezza. Al 24′ ennesima distrazione difensiva, Cavallini batte a rete in diagonale, ma il pallone viene deviato in angolo. L’arbitro inspiegabilmente fa calciare il tiro dalla bandierina opposta a dove era uscito il pallone e il caso vuole che Turra di testa firmi il raddoppio. Ovviamente inutili le proteste di tutta la panchina rosanero anche se il direttore di gara ammette l’errore. Il Venezia gioca sul velluto e al 30′ potrebbe dilagare, ma la traversa salva la porta di Gorno su tiro ravvicinato di Tombola. L’unica conclusione verso la porta ospite è di Bonetti al 34′, molto alta sopra la traversa.
Finisce con le giocatrici del Venezia festanti sotto la tribuna a raccogliere gli applausi dei loro sostenitori, mentre per la Riozzese si apre la settimana più lunga della sua storia.

RIOZZESE: Gorno, Celentano, (10′ st Marinoni), Lazzari, Piva, Sironi, Asperti, Amorin, (16′ st Mantuano), Mauri, (43′ st Biliato), Bonetti, Perini, Piccinno. All.: All. Caserini
VENEZIA: Penzo, Castagna, Uppons, Laterza, Lotto, Turra, Bortot (25′ st Capovilla), Tombola, Cavallini (40′ st Pasqualato), Ranzolin E. , Mason (24′ st Chinello). All.: Ranzolin M
Arbitro: Di Camillo di Fermo
Reti: 31′ pt Cavallini su rigore, 25′ st Turra
Il dopopartita
Visi tirati e tanta delusione nello spogliatoio rosanero in cui ormai serpeggia la consapevolezza che le speranze di salvezza sono appese a un filo. Domenico Caserini non vuole però considerare chiuso il discorso, anche se non salva nulla della prestazione con il Venezia: «Siamo state semplicemente irriconoscibili - ammette l’allenatore rosanero - sia nel primo che nel secondo tempo. Abbiamo meritato la sconfitta: il Venezia non ha fatto granché, però ha mostrato maggior convinzione». Un’intera stagione senza vittorie casalinghe, con due soli punti raccolti, è troppo poco per sperare in una tranquilla salvezza e anche su questo aspetto Caserini non nasconde la propria delusione: «È da tanto, troppo tempo che alterniamo buone prove fuori casa a prestazioni deludenti in casa. Questo è sicuramente uno degli aspetti che ci hanno portati a questo punto e in questa situazione». Tuttavia resta ancora una piccola speranza e sabato con l’Atalanta saranno 90 minuti al cardiopalma: «La vittoria di sabato scorso con il Chiasiellies - chiude Caserini - ci tiene ancora in gioco. Dovremo prepararci bene per tutta la settimana a quella che sarà la partita più importante dell’anno, sperando poi di poterne giocare un’altra….».
Andrea Grassani
Fotografie: Claudia Mauri contro due avversarie, il rigore dell’1 a 0, la delusione di Piccinno.